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Meditazioni quotidiane con Krishnamurti


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Ai limiti del pensiero


Vi è mai capitato di percepire qualcosa all’improvviso e di sentire che in quell’istante non esiste il minimo problema? Nel momento stesso in cui lo percepite, il problema scompare. Capite, signori? Avete un problema e ci pensate, ne discutete, vi preoccupate; fate di tutto per capirlo, nei limiti del vostro pensiero. E alla fine dite: “Non so più cosa fare”. Non c’è nessuno che venga ad aiutarvi, nessun guru, nessun libro. Voi siete lì col vostro problema e non vedete alcuna via d’uscita. Lo avete esaminato a fondo, avete impegnato tutta la vostra capacità, ma ora lo lasciate perdere. La vostra mente non ha più la forza di preoccuparsene, non riesce più a prenderlo in considerazione e non sente più nemmeno il bisogno di trovare una soluzione. Così la mente si calma. Ed è in quella tranquillità che la soluzione affiora.

Dev’esservi capitato qualche volta. non è una cosa particolarmente strana. Succede a grandi matematici, agli scienziati e anche alle persone comuni. Che cosa significa questo? La mente ha impegnato a fondo tutta la sua capacità di pensare. Ha esaurito le energie del pensiero senza però trovare alcuna soluzione e allora si calma. Non si calma con lo scopo di trovare la soluzione, non si calma per stanchezza o per noia. Ha facto tutto il possibile per trovare la soluzione e ora si calma spontaneamente; la mente è in uno stato di consapevolezza senza scelta, non chiede più nulla, non è in ansia, è semplicemente in uno stato di percezione. Solo questa percezione può risolvere tutti i nostri problemi.

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