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Meditazioni quotidiane con Krishnamurti


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Dove è e sofferenza, non c’è amore


Il signore che ha posto la domanda vuole sapere come egli possa agire liberamente, senza imporsi delle limitazioni, nel momento in cui si rende conto che la sua azione farà del male a coloro che ama. Sapete, amare significa essere liberi... entrambe le parti sono libere. Quando esiste la possibilità di soffrire, quando si ritiene che amare implichi sofferenza, l’amore non c’e; c’è solo avidità, il bisogno di possedere. Se amate qualcuno, se lo amate veramente, non esiste la possibilità di farlo soffrire quando fate qualcosa che ritenete sia giusto. Solo quando volete che qualcuno faccia quello che voi desiderate, o quando qualcuno vuole che voi facciate quello che lui desidera, allora c’è sofferenza.

A voi piace appartenere a qualcuno, vi fa sentire sicuri, protetti, confortati. Per quanto sappiate che si tratta di una situazione temporanea, vi rifugiate in quella sicurezza momentanea. Lo sforzo per trovare un appoggio, una situazione di benessere, in realtà mette in evidenza la mancanza di ricchezza interiore; quindi un’azione che non tenga conto dell’altra persona crea naturalmente disturbo, dolore, sofferenza. E allora uno dei due deve reprimere quello che sente veramente per potersi adattare all’altro. In altre parole, quella repressione ininterrotta, composta dal cosiddetto amore, distrugge in realtà tutti è due. In quell’amore non c’è libertà; c’è solo una sottile prigionia.

© 2016 Copyright by Krishnamurti Foundations


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