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Meditazioni quotidiane con Krishnamurti


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Essere in comunione col dolore


La maggior parte di noi non è in comunione con niente. Non siamo in comunione con i nostri amici, con nostra moglie, con i nostri figli...

Certamente, per capire il dolore, dovete amarlo. Questo significa che dovete essere in comunione col dolore. Se volete capire il vostro prossimo, vostra moglie o la persona con cui siete in relazione, dovete essere loro vicini. Non potete accostarvi a loro con dei pregiudizi, delle obiezioni, condannandoli o criticandoli; dovete guardarli, vero? Se voglio comprendervi non posso nutrire dei pregiudizi nei vostri confronti. Devo essere capace di guardarvi senza la barriera dei miei pregiudizi, lo schermo dei miei condizionamenti. Devo essere in comunione con voi e questo significa che devo amarvi. Allo stesso modo, devo essere in comunione col dolore, devo amarlo, se voglio comprenderlo. Ma non posso farlo, perché lo fuggo in continuazione cercando delle spiegazioni, accontentandomi di teorie, di speranze, di rinvii. Tutto questo ha solo a che fare con le parole. Sono le parole che mi impediscono di essere in diretto contatto col dolore. È un processo mentale fatto di parole – parole di spiegazione, parole di giustificazione – che mi impedisce di essere in comunione col dolore. Solo quando sono in comunione col dolore, posso comprenderlo.

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