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Meditazioni quotidiane con Krishnamurti


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Fuggire significa alimentare il conflitto


Perché siamo ambiziosi? Perché vogliamo arrivare al successo e diventare qualcuno? Perché lottiamo per arrivare in alto? Perché facciamo sforzi tremendi per affermarci sfruttando capacità personali oppure diventando servitori di una ideologia o dello Stato? Questo bisogno di affermarci non è forse la causa principale del conflitto e della confusione in cui viviamo?

Potremmo vivere senza ambizione? Riusciremmo a sopravvivere fisicamente, se non fossimo ambiziosi? Perché tutta questa ambizione? Perché diamo tanta importanza alle nostre capacità? L’ambizione non diventa una spinta che ci allontana daquello che è? E la nostra abilità non si trasform a in stupidità? Siamo ingegnosi, ma stupidi. Perché abbiamo tanta paura di quello che è? A che serve fuggire, visto che non possiamo fare a meno di essere quello che siamo? Nonostante tutte le nostre fughe, rimaniamo sempre con quello che siamo, continuando ad alimentare conflitti e grandi sofferenze.

Perché abbiamo tanta paura della solitudine, di quel vuoto profondo che avvertiamo in noi? Tutto quello che facciamo per allontanarci da quello che è ci porterà inevitabilmente dolore, mettendoci gli uni contro gli altri. IL conflitto è la negazione di quello che è, è il modo per sfuggire a quello che è. Il conflitto non è altro che questo. I nostri conflitti diventano sempre più complessi e impossibili da risolvere, proprio perché noi non abbiamo alcuna intenzione di affrontare quello che è. Non c’è alcuna complessità in quello che è; la complessità invece è insita nei nostri infiniti tentativi di sfuggire a quello che è.

© 2016 Copyright by Krishnamurti Foundations


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