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Meditazioni quotidiane con Krishnamurti


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Imparare non vuol dire fare esperienza


La parola “imparare” ha un grande significato. Ci sono due modi di imparare. Per la maggioranza di noi imparare significa accumulare conoscenza, esperienza, capacità tecniche. Impariamo un mestiere o una lingua. E c’è anche un imparare a livello psicologico, che ci proviene dalle esperienze della vita che lasciano un segno dentro di noi, oppure dal nostro appartenere a una tradizione, a una razza, alla società. Ci sono questi due modi di imparare ad affrontare la vita: uno a livello psicologico, l’altro è a livello fisiologico. C’è l’esperienza interiore e l’esperienza esteriore; effettivamente non c’è alcuna linea di demarcazione che le separa, perché in realtà si sovrappongono sempre.

Ora, lasciamo per un momento da parte l’imparare che ha a che fare con lo studio e la pratica legata alle applicazioni tecniche e interessiamoci invece di tutto quello che abbiamo imparato a livello psicologico, cioè di tutta la conoscenza e l’esperienza, acquisite attraverso i secoli, che ci sono state trasmesse sotto forma di tradizione. Secondo me, tutto questo non ha nulla a che fare con l’imparare e mi chiedo se la mente abbia davvero qualcosa da imparare a livello psicologico. Basandosi su quello che ha imparato, la mente affronta la sfida della vita; ma questo significa che interpreta la vita e la sua sfida, che è sempre nuova, basandosi su quanto ha imparato finora. È così che noi ci comportiamo. Ma questo e imparare? Imparare non significa forse affrontare il nuovo, affrontare qualcosa che non conosco? Aggiungere altra conoscenza a quella che gia possiedo non è affatto imparare.

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