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Meditazioni quotidiane con Krishnamurti


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La fuga dalla sofferenza


Quasi tutti noi soffriamo nei modi più diversi: soffriamo nelle nostre relazioni con gli altri, soffriamo per la morte di una persona cara, soffriamo perché non ci sentiamo realizzati, perché ci sentiamo appassire senza aver potuto concludere nulla; i nostri tentativi di raggiungere uno scopo, di diventare qualcuno sono andati incontro al fallimento totale. E naturalmente c’è anche il problema del dolore fisico: le malattie, la cecità, leinvalidità, le paralisi. Ovunque intorno a noi c’è quella cosa straordinaria che chiamiamo dolore; e dietro l’angolo e in attesa la morte.

Noi non sappiamo affrontare il dolore: o lo veneriamo oppure cerchiamo di sfuggirlo, dandone una qualche spiegazione. Entrate in una chiesa cristiana e vedrete come lì si venera il dolore; lo hanno santificato e vi dicono che solo attraverso il dolore, solo attraverso la crocifissione di Cristo, potrete trovare Dio. In Oriente usano maniere diverse per sfuggire al dolore, ma quello che mi sembra davvero straordinario e che, tanto in Oriente quanto in Occidente, sono pochissimi coloro che possono considerarsi realmente liberi dal dolore.

Sarebbe davvero meraviglioso se, ascoltando quello che stiamo dicendo, mettendo da parte emozioni e sentimentalismi... poteste capire sul serio il dolore ed esserne completamente liberi. Allora smettereste di ingannarvi, smettereste di farvi belle illusioni, non avreste più nulla a che fare con l’angoscia, con la paura ed il vostro cervello potrebbe funzionare con chiarezza, con acutezza, usando la logica. Allora forse scoprireste che cos’è l’amore.

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