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Meditazioni quotidiane con Krishnamurti


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La paura ci obbliga ad obbedire


Perché obbediamo, copiamo, seguiamo qualcuno? Perché ci comportiamo così? Abbiamo paura di vivere nell’incertezza. Vogliamo certezze: vogliamo la sicurezza finanziaria, vogliamo regole morali certe, vogliamo essere apprezzati, vogliamo avere una posizione sicura, non vogliamo trovarci nei guai, non vogliamo avere a che fare con preoccupazioni, dolori, sofferenze. Vogliamo sentirci al sicuro. Così, che ne siamo consapevoli o meno, la paura ci spinge ad obbedire a un maestro, a un capo, al prete, al governo. Ed e la paura che ci impone di non fare qualcosa che danneggi gli altri, la paura di essere puniti. Così, dietro quello che facciamo, dietro la nostra avidità, i nostri desideri, i nostri obiettivi, si nasconde l’esigenza di avere certezze, il bisogno di sentirci al sicuro. Ma finché non avremo risolto il problema della paura, finché non ne saremo liberi, non avrà molto significato obbedire o essere obbediti. Quello che conta e capire la paura giorno per giorno, e vedere i tanti aspetti sotto i quali essa si mostra. Quando in noi c’è libertà dalla paura, affiora quella qualità interiore che è comprensione, che è la capacità di stare soli senza accumulare conoscenza o esperienza. Solo così può esserci quella straordinaria chiarezza necessaria alla scoperta della realtà.

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