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Meditazioni quotidiane con Krishnamurti


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L’attenzione non ha limiti, non ha frontiere


Per educare la mente, dovremmo dare importanza all’attenzione, non alla concentrazione. La concentrazione costringe la mente a focalizzarsi su un punto determinato, mentre l’attenzione non ha frontiere. Quando la mente si concentra, si restringe, si limita entro determinati confini; ma se vogliamo capire la mente nella sua totalità, la concentrazione diventa un ostacolo. L’attenzione non ha limiti, non è ristretta entro i confini della conoscenza. La conoscenza richiede concentrazione e per quanto possa essere estesa, rimarrà sempre chiusa entro i suoi limiti. In quello stato che è attenzione la mente può usare, e usa, la conoscenza, che necessariamente è il risultato della concentrazione. Ma una parte non potrà mai essere la totalità; sommando le varie parti non si arriverà mai alla percezione dell’intero. La conoscenza, che è un processo di accumulo basato sulla concentrazione, non porterà mai alla comprensione dell’incommensurabile. L’intero non potrà mai stare entro i confini di una mente concentrata.

Quindi l’attenzione ha un’importanza fondamentale e non ha nulla a che fare con lo sforzo della concentrazione. L’attenzione e uno stato in cui la mente impara di continuo e in questo stato non c’è un centro ove si accumulano esperienza e conoscenza. Una mente concentrata su se stessa si serve della conoscenza per espandere le proprie ambizioni: così, inevitabilmente, la sua attività è piena di contraddizioni e diventa antisociale.

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