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Meditazioni quotidiane con Krishnamurti


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L’azione immediata


Siete in contatto con qualcosa, con vostra moglie, coi vostri bambini, col cielo, con le nuvole, con un fatto qualsiasi: se il pensiero comincia a interferire, il vostro contatto si perde. Il pensiero proviene dalla memoria. Un’inmagine è memoria. Quando voi guardate con la memoria in funzione, create una separazione tra l’osservatore e l’osservato.

Questa è una faccenda che dovete capire veramente a fondo. È per effetto di questa separazione che l’osservatore pretende altra esperienza, altre sensazioni, altri risultati. L’osservatore è sempre in cerca di qualcosa. Bisogna capire veramente a fondo che, finché esiste un osservatore, finché esiste colui che vuole fare esperienza, che vuole reprimere, valutare, giudicare, condannare, non potrà esserci un contatto diretto con quello che è.

Quando soffrite fisicamente, c’è una percezione immediata, diretta; non c’è un osservatore che prova dolore, c’è soltanto dolore. Siccome non c’è alcun osservatore, l’azione è immediata. Non c’è prima l’idea e poi l’azione, perché di fronte al dolore fisico l’azione è immediata, c’è un contatto diretto. Voi siete quel dolore.

Finché non capirete veramente a fondo, e non a parole, che l’osservatore è l’osservato, la vita continuerà a muoversi nel conflitto è nel contrasto tra desideri opposti, tra “quello che dovrebbe essere” e “quello che è”. Rendetevi conto, quando guardate un fiore, una nuvola o una cosa qualsiasi, se state guardando come un osservatore separato dall’osservato.

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