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Meditazioni quotidiane con Krishnamurti


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L’intelletto corrompe il sentimento


C’è l’intelletto e c’è un sentire puro, sentire di amare qualcosa, sentire di avere grandi, prorompenti emozioni. L’intelletto ragiona, calcola, pesa, confronta. Si chiede: “Ne vale la pena? Ne ricaverò un profitto?”. E dall’altra parte c’è un sentimento di purezza, quel sentimento che si prova guardando il cielo, quel sentimento che provate di fronte alla bellezza di un albero o quando guardate vostro figlio, vostra moglie, vostro marito, il vostro vicino, il sentimento che provate di fronte al mondo intero. Quando pensiero e sentimento si incontrano, c’è la morte, capite? Quando la purezza del sentimento viene corrotta dall’intelletto non rimane altro che mediocrità. È quello che accade alla maggior parte di noi. Viviamo nella mediocrità perché siamo sempre intenti a fare calcoli, a chiederci se ne valga la pena, a valutare il profitto che riusciremo a ottenere, non solo quando si tratta di denaro ma anche quando abbiamo a che fare col cosiddetto mondo spirituale. “Se faccio così, che cosa ottengo?”.

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