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Meditazioni quotidiane con Krishnamurti


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Morire ogni giorno


Che cos’è l’età? È il numero di anni che avete vissuto fin’ora? Siete nati nel tale anno e ora avete quindici anni, oppure quarant’anni, oppure sessant’anni. Il vostro corpo invecchia e invecchia anche la vostra mente, carica com’è del peso delle esperienze, delle sofferenze, delle fatiche dell’esistenza. Una mente in queste condizioni non scoprirà mai la verità. La mente può trovare la verità solo se è giovane, fresca, innocente. Ma l’innocenza non ha nulla a che fare con l’età. L’innocenza non è qualcosa che riguardi i bambini; un bambino può non essere innocente.

L’innocenza appartiene alla mente che è in grado di fare esperienza senza accumulare il minimo residuo. È inevitabile che la mente debba fare esperienza; deve inevitabilmente reagire a tutto quello che percepisce: al fiume, all’animale malato, al cadavere che viene portato sulla pira funeraria per essere bruciato, ai poveri contadini che camminano per la strada trascinando i loro carichi, alle torture e alle sofferenze che fanno parte della vita. Una mente che non reagisse a tutto questo sarebbe morta; ma deve essere capace di reagire senza cadere prigioniera dell’esperienza che sta facendo. La tradizione, il ricordo delle esperienze fatte, le ceneri di questi ricordi fanno invecchiare la mente. Solo la mente che muore ogni giorno al ricordo di ieri, a tutte le gioie e ai dolori del passato, è fresca, innocente, è senza età. Se in voi non c’è questa innocenza, che abbiate dieci anni o sessant’anni, non scoprirete Dio.

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