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Meditazioni quotidiane con Krishnamurti


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Muoversi insieme alla sofferenza


Che cos’è la sofferenza?... Che cosa significa soffrire? Non serve chiederci perché c’è la sofferenza o quale ne sia la causa; ma quello che dovremmo chiederci e che cosa veramente accade quando soffriamo. Non so se capite la differenza. Quando sono semplicemente consapevole di soffrire, quando non avverto la sofferenza come qualcosa di separato da me, non c’è un osservatore che guarda Il soffrire: la sofferenza fa parte di me, e con tutto me stesso che soffro. Così posso seguire i suoi movimenti e vedere dove mi porta. Allora la sofferenza mi rivela il suo significato; mi rendo conto di aver dato un’enorme importanza a me stesso e di aver trascurato la persona che amo. Mi sono servito di questa persona per nascondere la mia infelicità, la mia solitudine, la mia disgrazia. Siccome io non sono niente, speravo che almeno quella persona fosse qualcosa. Ma ora che se n’è andata, ora che mi ha lasciato, mi sento solo e perduto. Senza quella persona non sono niente e non mi resta che piangere. Piango, però, non perché lei se n’e andata, ma perché io sono rimasto solo.

Sono moltissime le persone che si danno da fare perché io possa sottrarmi al dolore; tutte le cosiddette persone religiose verrànno a propormi le loro fedi, i loro dogmi, le loro speranze, le loro immaginazioni. Mi diranno: “È il karma, è la volontà di Dio” e tutte quante mi proporranno una via di fuga. Ma se io potessi rimanere con la sofferenza, se non cercassi di allontanarla da me, reprimendola o negandola, allora che cosa accadrebbe? Qual e lo stato della mente che è disposta a seguire la sofferenza in ogni suo movimento?

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