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Meditazioni quotidiane con Krishnamurti


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Noi siamo quello che possediamo


Se vogliamo capire la relazione, ci deve essere una consapevolezza passiva che, lungi dal distruggerla, la rende ancora più vitale, ancora più ricca di significato. In una relazione simile ci può essere vero affetto, c’è calore, c’è un’intimità che non è sensazione o un vago sentimento. E se potessimo accostarci a qualsiasi cosa dando vita ad una relazione del genere, i vostri problemi sarebbero facilmente risolti, i problemi che riguardano la proprietà, che hanno a che fare col bisogno di possedere. Perché noi siamo quello che possediamo. Chi possiede denaro e il denaro; chi si identifica con le cose che possiede, è queste cose, è la casa, è i mobili. Lo stesso avviene quando ci si identifica con le idee o con le persone. Dove c’è la bramosia di possedere, non può esserci relazione. Il fatto è che la maggior parte di noi ha bisogno di possedere qualcosa, altrimenti non avrebbe nient’altro. Se non possedessimo nulla, se non riempissimo la nostra vita con i nostri mobili, con la musica, con la conoscenza, con le cose più diverse, saremmo come delle conchiglie vuote. E queste conchiglie fanno un sacco di rumore, un rumore che chiamiamo vita e che ci soddisfa. E quando quel rumore si interrompe, soffrite, perché scoprite all’improvviso che cosa siete: un guscio vuoto, che non ha molto significato.

Rendersi pienamente conto del significato della relazione è azione, un’azione che rende possibile la vera relazione, consentendo di scoprirne la profondità e l’immenso significato. È quest’azione che da la possibilità di conoscere che cos’è l’amore.

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