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Meditazioni quotidiane con Krishnamurti


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Non importa che cosa desideriamo


Per evitare di soffrire coltiviamo il distacco. Qualcuno ci ha detto che l’attaccamento prima o poi ci farà soffrire e allora vorremmo essere distaccati. L’attaccamento ci da soddisfazione, ma quando ci accorgiamo che comporta anche sofferenza, cerchiamo soddisfazione nel tentare di essere distaccati. Ma non c’è differenza tra attaccamento e distacco, perché per noi rimangono entrambi mezzi per procurarci piacere. In realtà quello che stiamo cercando è soltanto la nostra soddisfazione e la vogliamo a tutti i costi.

Accettiamo la dipendenza e l’attaccamento perché ci danno piacere, sicurezza, potere, un senso di benessere; anche se inevitabilmente comportano dolore e paura. E quando cerchiamo il distacco, siamo ancora in cerca di piacere, perché non vogliamo essere offesi o feriti interiormente. Quello che cerchiamo è il piacere, è la nostra soddisfazione. Dovremmo capire questo processo senza condannarlo, senza giustificarlo, altrimenti non avremo modo di uscire dalla confusione e dalle nostre contraddizioni.

Il desiderio che ci assilla in continuazione potrà mai essere soddisfatto? O è un pozzo senza fondo? Non importa che cosa desideriamo; quello che desideriamo può essere infimo o elevato, ma si tratta pur sempre di desiderio, un fuoco che brucia e riduce in cenere tutto quello che tocca. il desiderio di soddisfazione sempre arde in continuazione, ci brucia dentro è non ha fine. Tanto l’attaccamento quanto il distacco ci legano; entrambi devono essere trascesi.

© 2016 Copyright by Krishnamurti Foundations


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