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Meditazioni quotidiane con Krishnamurti


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Passione


Autoflagellarsi fa parte della vita religiosa? Mortificare il corpo o la mente e sintomo di comprensione? È necessario torturarsi per raggiungere la realtà? Castità implica negazione? Credete di poter andare tanto lontano praticando la rinuncia? Pensate davvero che si possa ottenere la pace attraverso il conflitto? Non è forse vero che i mezzi sono infinitamente più importanti dei fini? IL fine può darsi che esista in futuro, ma il mezzo è ora. È necessario capire la realtà dei fatti; non possiamo soffocare quello che è con le nostre convinzioni, con i nostri ideali, con i nostri abili ragionamenti. Il dolore non conduce alla felicità. Bisogna capire quel qualcosa che chiamiamo passione; non è qualcosa chevada represso, sublimato o sostituito con qualcos’altro. Qualunque cosa facciate, qualunque espediente inventiate, servirà solo a rafforzare quello che non è stato né amato, né compreso. Per capire la passione ci vuole amore. Amare vuol dire essere in comunione; non potete amare se provate del risentimento, se anteponete le vostre idee, le vostre convinzioni. Come potete amare e capire la passione, se avete fatto voto di combatterla? Un voto e un modo per opporre resistenza; ma quello a cui opponete resistenza alla fine vi conquista. La verità non è una conquista; non potete prenderla d’assalto. Vi sfuggirà tra le mani, se tenterete di afferrarla. La verità sopraggiunge silenziosamente, senza che lo sappiate. Quello che voi conoscete non è la verità, è solo un’idea, un simbolo. L’ombra non è la realtà.

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