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Meditazioni quotidiane con Krishnamurti


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Per trovare la gioia bisogna andare in profondità


Pochi di noi gioiscono di qualcosa. Un tramonto, la luna piena, una bella persona, un bell’albero, un uccello in volo, una danza non ci danno gioia. In realtà, non siamo capaci di trarre gioia dalle cose che ci circondano. Guardiamo superficialmente, superficialmente ci divertiamo o ci eccitiamo e la sensazione che proviamo la chiamiamo gioia. Ma la gioia è qualcosa di molto più profondo da capire e da penetrare...

A mano a mano che invecchiamo la parte migliore di noi se ne va e ci rivolgiamo a sensazioni d’altro genere: diventiamo sensuali, vogliamo il potere, una posizione sociale di prestigio. Queste cose fanno parte della vita, sebbene siano molto superficiali; non dobbiamo condannarle né giustificarle, ma dobbiamo capirle e metterle al posto giusto. Se le condannate perché non hanno valore, perché hanno a che fare con le sensazioni, perché sono stupide, perché non sono spirituali, distruggete il processo del vivere...

Per conoscere la gioia bisogna andare molto più in profondità. La gioia non è solo sensazione. Richiede una mente estremamente acuta, che però non si muova con intenti egoistici. Un uomo pieno di sé non potrà mai capire quello stato di gioia nel quale non c’è nessuno che prova gioia. Bisogna capire questa cosa straordinaria; altrimenti la vita diventa una cosa insignificante, meschina, superficiale: si riduce a nascere, imparare un po’ di cose, soffrire, avere dei figli, prendersi delle responsabilità, guadagnare del denaro, avere dei passatempi intellettuali e poi morire.

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