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Meditazioni quotidiane con Krishnamurti


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Quando l’osservatore è l’osservato


Lo spazio è necessario. Senza spazio non c’è libertà. Stiamo parlando di spazio psicologico...

Quando non c’è spazio tra l’osservatore e l’osservato, allora c’è contatto diretto, c’è una relazione completa, per esempio, con un albero. Non c’è alcuna identificazione con l’albero, il fiore, una donna, un uomo. Solo quando non c’è alcuna separazione tra l’osservatore e l’osservato, c’è uno spazio immenso nel quale non esiste il conflitto. È in questo spazio che c’è libertà.

La libertà non è una reazione. Non potete dire: “Finalmente sono libero”. Nel momento in cui dite di essere liberi, non lo siete affatto, perché in quel momento vi rendete conto di essere liberi da qualcosa e quindi avete creato una distanza tra voi e quel qualcosa. non è una situazione molto diversa da quella che si crea quando guardate un albero. Avete creato una distanza e in quello spazio si insinua il conflitto.

Ora non dite: “Non capisco”; non serve che siate più o meno d’accordo. Quello che è necessario e che siate in diretto contatto con quello che è. Questo implica il rendersi conto che, in ogni momento, in tutte le vostre azioni c’è separazione tra l’osservatore e l’osservato. In questo spazio tra l’osservatore e l’osservato entrano il piacere e il dolore, il desiderio di arrivare al successo, di diventare famosi e la sofferenza del fallimento. In quello spazio voi non siete in contatto con niente. Contatto e relazione hanno un significato completamente diverso quando l’osservatore è una cosa sola con l’osservato. Allora c’è uno spazio straordinario e c’è libertà.

© 2016 Copyright by Krishnamurti Foundations


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