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Meditazioni quotidiane con Krishnamurti


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Quello che chiamate amore...


Quello che chiamate amore appartiene soltanto alla mente. Guardatevi, signori e signore: vedrete che quello che dico è vero. Se così non fosse, la nostra vita, le unioni matrimoniali, le nostre relazioni sarebbero completamente diverse; vivremmo in una società del tutto nuova. Ci leghiamo a una persona, non per fonderci con lei, ma perché abbiamo sottoscritto un contratto che chiamiamo matrimonio. L’amore non serve per sistemare le cose, per stabilire accomodamenti; non è né personale, né impersonale; è uno stato dell’essere. Quando desideriamo fonderci con qualcosa che ci appare più grande di noi, quando desideriamo unirci ad un’altra persona, lo facciamo per sottrarci all’infelicità, alla confusione. La mente però continua a rimanere divisa in se stessa e a disintegrarsi. L’amore non ha nulla a che fare né con la fusione, né con la diffusione; non è né personale né impersonale; è uno stato dell’essere che la mente non può toccare. La mente può descriverlo, può definirlo, può dargli un nome, ma la parola, la descrizione non sono amore. Solo una mente calma conoscerà l’amore, ma quella calma non è qualcosa che si possa coltivare.

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