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Meditazioni quotidiane con Krishnamurti


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Soltanto quello che muore può rinnovarsi


Quando parliamo di un’entità spirituale, intendiamo qualcosa che non rientra nel campo della mente. Questo è ovvio. Ora, l’io è un’entità spirituale? Se lo fosse, dovrebbe essere al di là del tempo, quindi non potrebbe né rinascere né continuare. Il pensiero non può andare al di là della mente, perché si svolge nel tempo e si basa sul passato. Il pensiero è un movimento continuo, è la reazione del passato; quindi fondamentalmente è un prodotto del tempo. L’io che il pensiero può prendere in considerazione fa parte del tempo, non può essere libero e quindi non ha nulla di spirituale. Questo è evidente. L’ “io” è solo un processo di pensiero e voi vorreste sapere se questo processo di pensiero, continuando anche dopo la scomparsa del corpo fisico, tornerà a nascere, si reincarnerà in una forma fisica.

Approfondiamo ancora un po’ la questione. Quello che ha una continuità potrà mai scoprire la realtà, che è al di là del tempo e della misura? Quell’io, che è un’entità legato ad un processo di pensiero, potrà mai rinnovarsi? Se non può farlo, vuol dire che il pensiero deve necessariamente finire. Quello che continua non è fondamentalmente distruttivo? Tutto quel che ha una continuità non potrà mai rinnovarsi. Fin che il pensiero continuerà, alimentandosi di ricordi, di desideri, di esperienze, non potrà mai rinnovarsi; quindi, proprio a causa della sua continuità, non potrà conoscere la realtà. Potete anche rinascere mille volte, ma non toccherete il male, non conoscerete la realtà, perché solo quello che muore, solo quello che finisce può rinnovarsi.

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