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Meditazioni quotidiane con Krishnamurti


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Una contentezza che non appartiene alla mente


È essenziale essere insoddisfatti. L’insoddisfazione non è qualcosa da sopprimere, ma va sostenuta, studiata, meditata, perché e solo nella comprensione di quello che è che può esserci contentezza. La contentezza che nasce dalla comprensione di quello che è non è frutto di un sistema di pensiero, non è un prodotto della mente. La mente che cerca un po’ di pace, che cerca una via d’uscita per sottrarci a quello che è, è disturbata, agitata, a pezzi. Giudicando, confrontando, giustificando, la mente tenta sempre di modificare quello che è, nella speranza di raggiungere uno stato di calma e di pace nel quale non venga più disturbata. La mente è profondamente disturbata dalle condizioni sociali in cui wive, la povertà, la fame, il degrado, una tremenda infelicità. La mente vede tutto questo e vuole cambiarlo; così finisce per ingolfarsi nella ricerca di un modo, di un sistema per cambiare le cose. Ma se fosse capace di osservare quello che è senza fare confronti, senza esprimere giudizi, senza desiderare di cambiarlo in qualcosa di diverso, sentireste affiorare una contentezza che non appartiene alla mente.

La soddisfazione che la mente e in grado di produrre non è altro che una fuga, è sterile, è una cosa morta. Ma quella contentezza che non appartiene alla mente e che affiora nella comprensione di quello che è, porta con sé una profonda rivoluzione che agisce inevitabilmente sulla società stessa e sulle relazioni tra gli individui.

© 2016 Copyright by Krishnamurti Foundations


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