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Meditazioni quotidiane con Krishnamurti


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Una percezione non cercata


Chiediamoci subito se la mente possa giungere a quella percezione che possiede una qualità davvero straordinaria in se stessa, senza cercarla partendo dall’esterno, dalla periferia, dalla superficie, ma permettendole semplicemente di affiorare. È questo l’unico modo di trovarla: non fare nulla per cercarla. Arrivarci senza saperlo non implica alcuno sforzo, alcuna ricerca, alcuna esperienza; allora c’è la completa negazione di tutte quelle pratiche seguite normalmente per giungere a quel centro, a quel fiorire. La mente che non cerca è straordinariamente acuta, sveglia e non dipende da alcuna esperienza per tenersi sveglia.

Quando ci poniamo questa domanda, naturalmente usiamo delle parole; è necessariamente così per la maggior parte delle persone. Ma dobbiamo renderci conto che la parola non è la cosa. La parola albero non è effettivamente l’albero, non quel fatto che è l’albero. Non si può venire in contatto con un fatto attraverso la parola; bisogna veramente toccarlo. Allora la parola perde il suo potere ipnotico. Per esempio, la parola Dio ha acquisito tanta potenza da ipnotizzare gli esseri umani, inducendoli ad accettarla o a negarla e mettendoli in agitazione come poveri scoiattoli che corrono sue giù, rinchiusi in una gabbia! Per questo parole e simboli devono essere abbandonati.

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