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Meditazioni quotidiane con Krishnamurti


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Vi assicuro, l’amore e passione


Non potete essere sensibili se in voi nonce passione. Non fatevi spaventare da questa parola. Quasi tutti i libri religiosi, i guru, gli swami, i capi spirituali dicono: “Non siatepassionali”. Ma se in voi non c’è passione, come potete essere sensibili alle cose belle e alle cose brutte, al tremolio delle foglie, a un tramonto, a un sorriso o a un pianto? Come potete essere sensibili senza quella passione che è completo abbandono? Signori, vi prego, ascoltatemi, e non chiedetemi come si fa ad avere passione. Ne avete, lo so, quando si tratta di cercare un buon lavoro, quando detestate un poveraccio o quando siete gelosi di una persona. Ma io sto parlando di una passione completamente diversa, una passione capace di amare. Nell’amore non c’è un io che ama; in quello stato che è amore non c’è nessuno che condanna, non c’è nessuno che afferma che avere rapporti sessuali è giusto o sbagliato, o che pretende di stabilire che cosa è buono e che cosa è cattivo. L’amore non ha nulla a che fare con queste contraddizioni. La contraddizione non esiste nell’amore. Ma come si può amare se non c’è passione? Come si può essere sensibili senza avere passione? Essere sensibili vuol dire rendersi conto di chi sta seduto accanto a voi, vuol dire rendersi conto dello squallore di una brutta città, della sua sporcizia, della sua povertà; ma vuol dire anche vedere la bellezza di un fiume, del mare, del cielo. Se in voi non c’è passione, come potete essere sensibili a tutto questo? Come potete accorgervi di un sorriso o di una lacrima? Vi assicuro, l’amore è passione.

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