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La vitalità di una mente libera

1° Discorso Pubblico a Ojai - 1980

Sabato 3 Maggio 1980

Come vi hanno annunciato, ci saranno 6 discorsi e 4 incontri di discussione o dialogo, ma abbiamo pensato sia meglio dedicare gli ultimi 4 incontri alle domande. Penso sia meglio così piuttosto che avere un dialogo, con così tanta gente. Un dialogo significa effettivamente una conversazione fra due amici, fra due persone. E siccome non è possibile, abbiamo pensato sia meglio trattare delle domande. Potete fare qualsiasi tipo di domande, le più superficiali o le più profonde.

Se posso suggerire, vi prego di non considerare questi incontri come uno svago da weekend. Sono cose serie, che richiedono da ciascuno di noi un notevole capacità di pensare capacità di indagare e di osservare. E durante questo processo forse potrà avvenire un cambiamento radicale nella mente umana. È questo il significato di questi incontri: siamo qui per osservare che cosa accade nel mondo e per osservare anche quello che accade a ciascuno di noi interiormente, psicologicamente, dentro la nostra pelle, per così dire.

Per prima cosa osserveremo quello che accade nel mondo. E per osservare bisogna essere necessariamente liberi da qualsiasi impegno. E sarà piuttosto difficile perché la maggior parte di noi è impegnata in qualcosa. Osservare senza alcun pregiudizio, osservare senza alcuna conclusione predefinita, osservare senza alcuna razionalizzazione o scusante, senza nessuna forma di credo – soltanto osservare. Forse potrebbe essere piuttosto difficile per molti perché siamo così legati alle nostre credenze, ai nostri pregiudizi, alle nostre conclusioni, alle nostre personali inclinazioni e idiosincrasie. Diventa quasi impossibile osservare in modo libero, senza scelta. Se possiamo farlo insieme durante questi discorsi e domande e risposte allora forse potremo andare molto più a fondo e oltre.

Uno può osservare quello che accade nel mondo: conflitto. Dovunque andate c'è questo terribile conflitto fra uomo e uomo, fra nazione e nazione, fra religione e religione, conflitto fra i teorici e i teologi – fra i teologi cristiani e quelli non cristiani – i comunisti, i totalitari, i credenti, quelli che credono nei sistemi, quelli legati a un credo, quelli completamente assorbiti dalle immagini religiose, cristiane, indù o buddiste, o a una vostra immagine particolare. Quindi nel mondo c'è questa lotta, un tremendo conflitto fra politici, fra guru, ogni essere umano esteriormente è in lotta, in competizione, nello sforzo di esprimersi, di identificarsi, per diventare qualcuno. Forse ancora di più in questo paese dove si venera il successo, dove denaro, posizione e status sono importantissimi.

Quindi c'è questo tremendo conflitto: fra gli scienziati, fra i preti, fra tutti gli esseri umani su questa povera terra. E sembra che nessuno sia in grado di risolvere questo conflitto economico, sociale, politico. Nessuno sembra preoccuparsi della lotta, della distruzione stessa dell'uomo, dell'essere umano. Nessuno ci ha messo la mente e il cuore per risolvere questo problema, questo eterno conflitto. La meditazione diventa un conflitto. Cambiare noi stessi diventa un conflitto. In tutte le nostre relazioni, intime o meno, c'è sempre conflitto. L'uomo è vissuto per molti milioni di anni senza risolvere questo problema dopo tutto questo tempo. C'è qualcosa di radicalmente sbagliato che gli esseri umani, cosiddetti altamente civilizzati, con un grande bagaglio di conoscenza sia psicologico che scientifico un grande bagaglio di lotta, guerre, lacrime, infelicità, l'uomo, gli esseri umani non sono stati capaci di risolvere questo problema. È questo che accade nel mondo esterno. E sembra che nessuno senta che valga la pena di dimenticare, di abbandonare le proprie credenze, i dogmi, le opinioni politiche, le teorie e le conclusioni, e di unirsi per risolvere questo problema. Nessun politico lo farà, nessun prete lo farà, nessun psicologo lo farà, e non lo faranno nemmeno gli scienziati. Giusto?

Avete capito la questione? Ne vedete la gravità? Perché ci stiamo distruggendo a vicenda con i nostri forti credi, le ideologie, i concetti, le immagini. Evidentemente siamo incapaci di metterci insieme per risolvere questo problema. Cioè, di pensare insieme. Né i repubblicani né i democratici, in questo paese, rinunceranno al loro particolare modo di pensare alle loro ambizioni personali, alla corsa al potere, alla posizione, Perché è solo quando tutti noi lavoriamo e pensiamo insieme, sentiamo insieme la necessità, l'assoluta necessità, che forse possiamo risolvere il problema. Ma nessuno di loro lo farà. Perché significherebbe abbandonare il loro orgoglio personale, la vanità, la posizione, il potere.

E il mondo si prepara alla guerra – una spaventosa violenza. Se non siete d'accordo con qualcuno, possono eliminarvi. Qualsiasi considerazione per i sentimenti umani, la dignità, e per la libertà, è stata gradualmente distrutta. È questo il mondo in cui viviamo. Penso che nessuno possa negarlo.

E interiormente, nella nostra psiche, nella nostra pelle, nei nostri pensieri, nei nostri sentimenti, siamo in conflitto. Sempre in lotta per diventare migliori, per diventare qualcosa, per ottenere successo e posizione. È una battaglia che avviene dentro di noi. E ancora, sembra che non siamo capaci di risolverla nonostante gli psicologi, nonostante gli psicoterapeuti, nonostante le confessioni dei cattolici, nonostante tutte le istituzioni, e le organizzazioni che ci sono in questo paese. Se non vi sentite bene prendete una pillola. Se non riuscite a smettere di fumare, qualcuno vi aiuterà a fumare. Se volete parlare con Dio, vi aiuteranno a farlo. Così, gradualmente, perdiamo ogni responsabilità, smettiamo di essere responsabili delle nostre azioni, della nostra mente, del nostro corpo. Purtroppo stiamo gradualmente perdendo tutto ciò che conta. Ed è proprio così, non stiamo esagerando.

Guardiamo quello che accade nel mondo, all'esterno, e anche quello che avviene a ciascuno di noi come esseri umani. Osserviamolo. E vedere l'assoluta necessità di pensare insieme. Capite la mia domanda? Pensare insieme. Cioè, noi abbiamo dei conflitti, fuori e dentro di noi. E, se non risolviamo questo conflitto l'umanità si autodistruggerà.

E, dal momento che avete avuto la bontà di venir qui per ascoltare tutto questo, diventa necessario che voi e chi vi parla pensiamo insieme a questo conflitto. Pensare insieme implica che entrambi lasciamo cadere ... se siamo seri, se sappiamo che cosa accade nel mondo, se siamo responsabili per tutto quello che gli esseri umani hanno fatto e sentiamo la necessità di produrre un cambiamento radicale nella psiche umana perché la società non può cambiare se non cambia ciascun essere umano. Vedendo tutto questo, noi dobbiamo pensare insieme. Non so se avete osservato quanto sia difficile che due persone pensino assieme. Per quanto intimi siano, uomo e donna, amici, che possano pensare assieme a qualcosa. Qui c'è una crisi che stiamo affrontando. Non è soltanto una crisi politica o economica, è molto più profonda, la crisi nelle nostre coscienze, la crisi nelle nostre menti. Possiamo noi, voi e chi vi parla, pensarci insieme? Cioè, voi rinunciate alle vostre conclusioni, alla vostra posizione o alle vostre credenze, alle vostre personali convinzioni psicologiche, e lo stesso fa chi vi parla in modo che possiamo incontrarci e pensare insieme se sia possibile risolvere questo conflitto. Capite la mia domanda?

Più voi osservate, – come chi vi parla ha fatto per sessant'anni e ne ha parlato in tutto il mondo per lo stesso tempo – più gli esseri umani diventano maligni senza controllo, più violenti, ciascuno rivendica la propria indipendenza e fa quello che vuole, spinto dal proprio piacere. « facendo gli affari propri » come si dice in questo paese. Così ognuno si isola e si dimentica del resto dell'umanità. È questo che accade, ancora se osservate bene, sia in voi stessi che nel mondo, che ciascuno di noi segue i propri desideri, le proprie voglie, le proprie idiosincrasie, facendo quello che più gli piace. Giusto?

Allora, possiamo noi, almeno per un'ora e magari per tutta la vita pensare insieme? C'è un pensare insieme a qualcosa. Giusto? Noi pensiamo insieme quando c'è una crisi come una terribile guerra. Allora dimentichiamo tutte le nostre sciocchezze e la minaccia di qualcosa di molto più pericoloso come la guerra, ci fa riunire. Questo è ovvio. E chiunque non sia d'accordo viene ucciso o imprigionato o definito un codardo, un obiettore di coscienza, ecc. ecc. Quindi, evidentemente, una grande crisi mette assieme gli esseri umani nel nome del patriottismo, nel nome di Dio, nel nome della pace, e così via. Ora non abbiamo una reale, visibile crisi come la guerra, per fortuna! Così ciascuno fa quello che vuole. E questo atteggiamento viene incoraggiato. Così stiamo gradualmente perdendo la nostra libertà. Mi chiedo se osservate tutto questo.

Considerando tutto questo, voi e chi vi parla possiamo pensare insieme a questa crisi che abbiamo di fronte? Una crisi che non è economica, né politica, né sociale – queste sono tutte esteriori. La crisi è in ciascuno di noi. La crisi è nelle nostre coscienze, nelle nostre menti, nei nostri cuori. E allora, possiamo osservare questa crisi e unirci per risolverla? Capite quello che dico? Così che possiamo pensare insieme alla crisi.

C'è anche un pensare insieme senza un oggetto, che è molto più complesso Capite? Cioè, possiamo pensare insieme alla guerra. Se c'è una crisi, come la guerra, dimentichiamo noi stessi e siamo responsabili dell'insieme. Giusto? Perciò, pensare a una crisi è relativamente facile. Ma pensare insieme senza un oggetto, pensare insieme non « a qualcosa ». Mi chiedo se lo capite. Non importa, ci arriveremo più avanti.

Possiamo, questa mattina, e le prossime mattine, pensare insieme? Cioè, possiamo entrambi vedere la crisi nelle nostre menti, nelle nostre coscienze, nei nostri cuori e parlarne insieme? Dato che è impossibile parlare insieme con così tante persone, lo farà chi vi parla come se parlassimo fra due persone. Capite? Come se voi foste soli con chi vi parla. Siamo seduti insieme in questo bel parco per vedere se possiamo risolvere questo problema. Non alla fine, non nel giro di qualche giorno – capite – ma nello stesso processo del parlarne insieme si risolve il problema. Cioè, il nostro cervello si è evoluto nel tempo, giusto? Il cervello non è vostro o mio, è il cervello dell'umanità. Giusto? Mi domando se lo vedete. State seguendo? Ma noi abbiamo ristretto le enormi capacità del cervello, che si è evoluto nel tempo, al ristretto piccolo cervello del « me ». Capite? Il « me », con i miei piccoli problemi, il « me » con i miei litigi, le gelosie, le ansie, la competizione, il mio successo, « Devo fare, non devo fare ... » – seguite? Questa enorme capacità del cervello che si è evoluto per millenni e millenni è stato ridotto a qualcosa di misero, a qualcosa di ... piuttosto ... sporco!

Il cervello si è abituato a proteggersi da qualsiasi cambiamento fondamentale. Non so se avete mai osservato il vostro cervello Non sono uno specialista del cervello, uno « psicobiologo ». Guardate che cosa accade, signori. Gli scienziati esaminano la materia per trovare qualcosa al di là. Capite? Se parlate con qualsiasi scienziato o siete voi stessi degli scienziati state cercando, se siete seri, veramente profondamente interessati, indagate la materia per trovare o scoprire qualcosa all'origine di tutto questo – non Dio, perché questa è una pura invenzione dell'uomo, non ne parleremo, per il momento – stanno sondando la materia per trovare qualcosa al di là. Ma noi, come esseri umani, siamo parte di questa materia. Capite? Ma se andassimo dentro noi stessi, andando molto più in fondo, molto oltre, arriveremmo davvero alla verità di tutto questo. State seguendo quello che dico? Se le mie parole non sono chiare, per favore fermatemi. Perché, dopo tutto, stiamo cercando di comunicare l'uno con l'altro, le parole sono necessarie. Se chi vi parla usa delle parole non tecniche, nessun tipo di gergo, ma solo un comune linguaggio quotidiano, forse sarà più facile.

Il nostro cervello si è evoluto attraverso il tempo. Il nostro cervello ha la capacità chimica di guarirsi, o di resistere. Lo potete vedere, se ci riflettete. Resiste a qualsiasi cambiamento che non gli dà sicurezza. E questo cervello, che è l'essenza del tempo – capite quello che dico, o devo spiegarlo? Devo farlo, vedo. Va bene. È l'essenza del tempo, perché è il risultato del tempo. Dopo molti, molti, molti milioni di anni ha stabilito certi solchi, certi modi di pensare, certe attività che gli sono familiari, certe credenze e conclusioni che gli danno un senso di sicurezza. Tutto questo si è sviluppato nel tempo. E noi stiamo dicendo – per favore, ascoltate – stiamo dicendo che, a meno che la capacità del cervello che è stato condizionato secondo certi concetti, credi, idee, teorie, dai teologi, e così via, così via, il cervello non può cambiare radicalmente se stesso. Questo è ovvio. Avete capito? Posso continuare?

E il pensiero fa parte di questo tradizionale processo del cervello formato dal tempo. Giusto? Perciò, come si è detto, parliamone insieme come due persone – nonostante ci sia molta gente qui – come due persone interessate alla questione di mettere fine al conflitto, finire il conflitto non gradualmente che è il processo del cervello condizionato dal tempo ... State seguendo? Stiamo dicendo che se la catena non viene spezzata non può assolutamente esserci un fondamentale cambiamento nella natura umana. Se avete osservato come funziona il vostro cervello, non dai libri – che possono aiutare ma i libri essenzialmente, gli scrittori e gli studiosi del cervello, e così via, non indagano il loro proprio cervello. Indagano « il » cervello. Non so se riuscite a seguire tutto questo. Noi, se siete seri, stiamo investigando il nostro cervello non secondo qualche psicologo, neurologo, psicobiologo, ecc. ecc. Perché, se lo esaminate secondo un'autorità, esaminate l'autorità, non il vostro cervello. Vous avez compris? Avete capito? È chiaro? Vi prego, questo è molto importante perché siamo tutti talmente colti, abbiamo letto moltissimo ci hanno detto di tutto, dipendiamo da altri che ci dicono cosa fare: come nutrire vostro figlio, come camminare, come correre – seguite? – vi dicono di tutto. E noi poveri esseri umani ci adattiamo, facciamo un po » di resistenza, ma ci conformiamo. Chi vi parla non legge nessuno di questi libri ma ne ha parlato molto con professori, psicologi e scienziati e ha osservato l'attività del proprio cervello cioè: l'attività del cervello sono le reazioni, le risposte, la reazione sensoriale, lo shock – tutto questo. Osservare. Non di seconda mano, ma effettivamente. Allora c'è una straordinaria vitalità, non per fare del male, il cervello ha una straordinaria vitalità.

Quello che stiamo dicendo è che siccome il cervello si è evoluto nel tempo e può pensare solo in termini di tempo: – la crisi « sarà » risolta – appena usate le parole « sarà risolta » state già pensando in termini di tempo. Non so se state seguendo. Giusto? Voi e io ne parleremo insieme

Stiamo dicendo che l'attività del cervello che è stata coltivata nel tempo, può essere interrotta quando affrontate la crisi e siete liberi dall'idea, dal concetto, dal desiderio che « alla fine cambierà ». Capite il punto?

Quindi, parlando insieme della questione del conflitto ci chiediamo: può il conflitto finire immediatamente? Se non è possibile – quando non avete l'urgenza di mettervi fine immediatamente, introducete il tempo. Avete capito? Perciò ora stiamo pensando insieme al conflitto senza dire che finirà, prima o poi, gradualmente. Avete capito? Vi prego di comprenderlo. L'urgenza stessa della crisi mette fine al tempo. Mi domando se lo vedete. Avete infranto la modalità del cervello. Lo state facendo mentre ne parliamo o state solo ascoltando un certo tipo di discorso come fosse un'idea? Capite?

Ora, un momento, diciamolo così: la crisi nella vostra mente, nel vostro cuore, nel comportamento, è un'idea o una realtà? Capite la mia domanda? Si tratta di un concetto che vi viene spiegato verbalmente, e voi accettate questo concetto, e quindi diventa un'idea? Mentre, nella sua stessa descrizione c'è il fatto della vostra osservazione. Mi domando se lo vedete. Quale dei due avviene fra di noi? È un'idea, un concetto, il concetto del tempo, il concetto che può essere infranto? E così domanderete come si ottiene, che è ancora un processo che ammette il tempo. Mi domando se vedete tutto questo.

Facciamo un esempio – chi vi parla non ama fare degli esempi, perché sono facili scappatoie. Noi esseri umani siamo violenti come si dimostra in tutto il mondo. Questo e » ovvio. È una violenza che deriva geneticamente dai tempi antichi, dagli animali e così via. Quindi, per natura, per comportamento, siamo molto egocentrici, violenti. E diciamo che la violenza non può finire immediatamente e quindi dobbiamo perseguire la nonviolenza. State seguendo? La nonviolenza è un'idea, non è un fatto. Mi domando se lo vedete. Che cos'è un fatto? Per fatto intendo ciò che effettivamente accade, cioè violenza. Potreste non essere violenti in questo momento seduti sotto gli alberi, con questo bel tempo, ecc. ma il fatto è che gli esseri umani, noi, siamo violenti. E il nostro cervello che si è evoluto nel tempo, si protegge chimicamente ecc. ecc. è condizionato così e dice: « Alla fine ne sarò libero ». E così dicono i teorici, i teologi, i preti, tutta questa gente, e anche noi diciamo: « Alla fine ne sarò libero ». Seguite? Mentre, se vi confrontate solo con il fatto, non con l'idea, allora potete fare qualcosa immediatamente. Capite? Sapete, la parola « idea » in greco, significa osservare. Seguite? Semplicemente osservare. E non, attraverso l'osservazione fare un'astrazione di quello che si è osservato. Capite? Mi domando se riuscite a seguire. Quello che facciamo di solito è osservare qualcosa e immediatamente farne un'astrazione e un'idea e poi cerchiamo di attuare quell'idea. Ma diventa estremamente difficile attuare un'idea, e quindi c'è conflitto. Mentre, se osserviamo quello che effettivamente avviene allora è possibile affrontarlo, non nel corso del tempo ma per la necessità di muoversi da lì. Mi domando se riuscite a seguire. Se non seguite ... ma andiamo avanti! Almeno alcuni di noi lo faranno.

Stiamo pensando insieme alla fine di questo conflitto. Non dopodomani o la prossima settimana, ma immediatamente! Scusate. Mi scusi signore. Chiedo scusa. Quello è il capo. È l'editore che stavo ascoltando ieri sera. Se capiamo queste cose, allora possiamo pensare insieme. Qual è il problema? Perché se comprendiamo il problema la risposta è nel problema, non fuori di esso. Lo capite? Mentre se diciamo che è fuori dal problema la risposta sarà da qualche altra parte, non nel problema stesso. Giusto? Possiamo continuare insieme, per favore?

Allora, qual è il problema? Il problema evidentemente è che la società può cambiare solo se gli esseri umani che l'hanno creata cambiano. Questo è il vero problema, il nocciolo vero del problema. Giusto? La società che è corrotta, immorale, brutta, c'è ingiustizia, crudeltà, il ricco e il povero, seguite, tutto questo. La società che gli esseri umani hanno creato – non Dio, non qualche agente esterno – gli esseri umani l'hanno creata, hanno creato le divisioni nazionali, religiose, le divisioni economiche, e così via; noi esseri umani, l'umanità l'ha creata. Se l'umanità – di cui siamo parte – non cambia fondamentalmente, non potete creare una società sana, giusta, razionale. Giusto? I materialisti non saranno d'accordo. Essi dicono di cambiare l'ambiente e poi l'uomo cambierà. È l'atteggiamento dei totalitari. È il loro approccio storico, sperimentale: cambia la società, promulga leggi, regole, controlla, controlla il pensiero, non lasciateli liberi, cambia ciò, e l'uomo, che è solo materiale, cambierà. Giusto? Noi stiamo dicendo una cosa completamente diversa: cioè, l'umanità ha creato la società e a meno che l'umanità, ciascun essere umano non cambi, la società non può cambiare. Il che è stato dimostrato nel mondo totalitario. In questi stati, più siete intelligenti più vi ribellate contro tutto questo. E allora o vi mandano in campo di concentramento o vi espellono dal paese.

Questa è la crisi. Ora, come facciamo – per favore ascoltate per qualche minuto – come può ciascuno di noi affrontare questa questa crisi? Capite? Affrontare il fatto che gli esseri umani hanno creato la società. e che la società non può cambiare da sé perché la società fa parte degli esseri umani, e a meno che gli stessi non cambino fondamentalmente la società non può cambiare. Questo è il vero nocciolo del nostro problema. E come ci arrivate? Capite? Si tratta di una conclusione mentale, razionale, ve ne fate un'astrazione dopo aver osservato? Oppure è un fatto? Vedete la differenza? È un concetto, un'idea, o un fatto? Per voi. Se è un concetto, allora vedete cosa accade. Un concetto è soltanto una conclusione derivata, in modo arguto o stupido, razionale o irrazionale, una conclusione che la società non può essere cambiata, che gli uomini non possono cambiare, quindi tiriamo avanti così. Molti sostengono che gli esseri umani sono talmente condizionati e che non si può cambiare il condizionamento ma solo migliorarlo un po ». Conoscete certi gruppi e le loro tendenze.

Così ci chiediamo a vicenda se si tratta di un'idea perché ci è stato detto, o si tratta di un fatto per voi? Vedete la differenza? Quando è un fatto per voi, non dato da qualcun altro, allora dovete affrontarlo. Cioè, quando avete dolore lo affrontate. Quando avete mal di denti fate subito qualcosa. Ma se il mal di denti è un'idea allora dite: « Va be », ci penserò dopo ». No, non ridete signori, vedetene la razionalità.

E questo introduce un altro punto: gli scienziati pensano che gli esseri umani sono razionali. Ma non lo sono. Capite? Il fatto è che gli esseri umani sono irrazionali. Ma esiste il concetto che gli esseri umani siano razionali. E noi viviamo secondo il concetto che lo siamo. Quindi non siamo mai razionali. Non so se lo capite.

Che ora è? Continueremo ogni giorno, per le prossime due settimane, su questa questione. Se è un fatto, allora come concepite ... No. Come guardate questo fatto? Capite? Come arrivate al fatto? Quello che conta è l'approccio al fatto. Il vostro approccio è razionale o irrazionale? Il vostro approccio è pessimista o ottimista? Il vostro approccio è basato sulla speranza, sul desiderio, ecc? Se lo è, il vostro approccio è già stato stabilito e quindi non siete liberi di osservare il fatto. State seguendo? Vedete, signori, è molto difficile non è una cosa con cui trastullarsi. Riguarda la vostra vita, non le teorie di qualcun altro, per quanto intelligenti, antiche, o cosiddette religiose. È la vostra vita. E come affrontate la vostra vita? Capite la mia domanda? Il vostro approccio è condizionato dalla vostra educazione? Esaminatelo mentre ne parliamo. È condizionato dalla vostra posizione sociale? Secondo le vostre esigenze immediate? O il vostro approccio è basato sulla vostra fede in Gesù, Budda o qualcuno? Ossia: il vostro approccio al problema è ... immaginario? Capite? Perché noi viviamo con le immagini. Non voglio complicare la faccenda. Tutta la nostra vita è formata da immagini. Tutte le nostre religioni sono immagini, costruite dalle mani o dalla mente ma sono immagini, che poi noi veneriamo. E le consideriamo meravigliosamente religiose; che idiozia!

Quindi, il nostro approccio è libero dalle nostre conclusioni, dalle nostra esperienza, e conoscenza? Se deriva dalla nostra esperienza e conoscenza, avete già risposto al problema che sarà relativo al tempo – seguite? – sarà relativo al nostro condizionamento. Ma se ci arrivate liberamente, osservando, allora c'è azione immediata.

Penso che basti per oggi, no? Perché passare un'ora con questa attenzione ... forse non siete abituati. Vi stancate, le vostre menti divagano, non siete completamente centrati. Quindi dopo un'ora ci fermiamo e continueremo martedì, giovedì e sabato, oh, domani, naturalmente! Domani continueremo su questo, va bene?

1° Discorso Pubblico a Ojai - 1980

Sabato 3 Maggio 1980

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