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Voi siete violenza

3° Discorso Pubblico a Ojai - 1980

Giovedi 8 Maggio 1980

Possiamo continuare da dove eravamo rimasti domenica? Forse alcuni di voi non erano qui quindi dovremo ripetere brevemente, quello che abbiamo detto.

Abbiamo continuato a dire per molti anni che la società non può essere assolutamente cambiata: la società che è in grande disordine, che è corrotta, in cui c'è guerra, e un'enorme lotta fra gli esseri umani, questa società non può assolutamente essere cambiata a meno che gli esseri umani che l'hanno creata non producano un radicale cambiamento in se stessi. Questo è quello che abbiamo detto e dobbiamo spiegarlo ancora un po ».

Ma, vi prego, questo non è un incontro di intrattenimento. Non è un incontro di persone per essere mentalmente, intellettualmente o romanticamente stimolati. Siamo qui, spero, per affrontare il problema dell'enorme confusione, di tutto il male, del grande pericolo che gli esseri umani hanno di fronte. Per andare molto a fondo dobbiamo pensare insieme al problema.

Non possiamo assolutamente pensare insieme se abbiamo opinioni contraddittorie. Se siamo ancorati alle nostre particolari conclusioni o credi. O se siamo legati a qualche fantasiosa o romantica esperienza. Perché questo problema riguarda tutta l'umanità. Dovunque andate, se avete viaggiato, non come turisti ma dovunque andate trovate lo stesso problema: uomo contro uomo, confusione, paura, mancanza di integrità. E gli scienziati, gli psicologi, non sembrano in grado di risolvere questo problema, e nemmeno i politici, né le istituzioni religiose, politiche o sociali che siano.

Quindi è necessario che noi, se siamo seri e interessati noi esseri umani, che abbiamo creato questa società e che siamo responsabili per tutto quello che accade nel mondo, la terribile crudeltà verso gli animali e le persone, le torture religiose avvenute nel passato, ecc. Noi abbiamo creato tutto questo. E dobbiamo comprenderlo, non solo intellettualmente ma affrontarlo veramente.

Spero possiamo pensare insieme al problema. Cioè, se qualcuno ha un punto di vista particolare e l'altro è legato alla sua opinione allora è impossibile pensare insieme. Se voi siete prevenuti e chi vi parla ha un particolare punto di vista allora non possiamo assolutamente pensare insieme. Pensare insieme non significa essere d'accordo ma piuttosto, insieme, come due esseri umani, non americani o indù e tutto il resto ma come due esseri umani di fronte a questo problema: il problema che gli esseri umani hanno creato, questa società terrificante e, come esseri umani, dobbiamo cambiare radicalmente noi stessi. È possibile? È possibile per una mente umana che si è evoluta attraverso il tempo, per millenni e milleni, passando attraverso innumerevoli esperienze, sofferenze, avvenimenti conflittuali, guerre, questa mente dell'essere umano, questo cervello – che non è vostro o mio ma è il cervello che si è evoluto per 5, 10 milioni di anni, è il cervello umano, non un cervello particolare. Ma l'abbiamo ridotto a un cervello particolare, mio e vostro ma se esaminate attentamente potete scoprire che il cervello che si è evoluto nel tempo, è il cervello dell'umanità. Vi prego di non rifiutarlo o accettarlo, esaminatelo, guardatelo. Perché questo nostro cervello soffre, è ansioso, solo, spaventato, alla continua ricerca del piacere. Questo cervello è vissuto in uno schema particolare che viene ripetuto continuamente, ancora e ancora in tutto il mondo, sia che si tratti di buddisti, indù, comunisti, cattolici o quello che volete.

Quindi non è il vostro cervello o di un particolare individuo, è il cervello dell'umanità! E questo cervello ha funzionato secondo certi schemi lo schema della paura, del piacere, e del premio e punizione. Questa è lo schema che ha sviluppato nel corso dei millenni. Ed è possibile non creare non un'altra serie di schemi piacevoli o modelli di paura, credenze, e così via, ma andare oltre tutti questi schemi? Altrimenti non c'è nessun radicale cambiamento non c'è nessuna rivoluzione psicologica. Penso sia molto importante capirlo.

Di nuovo, vi prego, non state ascoltando il discorso di una persona strana Stiamo insieme a pensare e indagare il problema. Perciò, se volete gentilmente seguire, non state accettando nessuna autorità, non stiamo facendo nessuna propaganda o cercando di convincervi di qualcosa. Stiamo guardando il problema che è molto complesso, stiamo guardando il problema per affrontarlo e indagarlo insieme. Indagare il problema non è analisi: la causa e l'effetto. Indagare non è... Indagare non è discutere, non è opporre un'opinione contro un'altra, un pregiudizio contro l'altro. Indagare implica osservazione. Dove c'è osservazione non c'è analisi. Quando osservate, senza paura, senza particolari pregiudizi o idiosincrasie, in quell'osservazione l'analisi smette. Spero lo stiamo facendo insieme.

Cioè, quando osservate un albero, quella cosa, l'osservazione passa dalle parole: quando lo vedete lo chiamate albero. Per favore, fatelo mentre ne parliamo. Guardare quella cosa senza la parola, significa osservare effettivamente che cos'è. È piuttosto chiaro. Ma farlo psicologicamente è molto più complicato. Osservare senza alcun motivo, osservare ciò che avviene realmente: la vostra paura, la vostra ansia, la vostra solitudine, il senso di privazione, di depressione, qualsiasi cosa accada realmente. Osservarlo senza analisi, senza giudicare, senza valutare, solo osservare. Spero stia diventando chiaro. Possiamo farlo insieme? La nostra mente è stata allenata ad analizzare, a vedere la causa e scoprire l'effetto e nel processo stesso della scoperta dell'effetto questo diventa la causa. È una catena. State seguendo?

Penso sia una delle nostre disgrazie accadute in questi ultimi ... probabilmente cento anni, abbiamo il comunismo e la psicanalisi, perché ora vi impediscono di essere effettivamente responsabili di voi stessi. Se avete qualche problema o disordine in voi, andate da un analista o in qualche istituzione o gruppo, e così via. Voi, come esseri umani state diventando non liberi, ma dipendenti da altri. Dipendenti dalla chiesa, dai politici, dipendenti dai vostri guru, o quello che sia, dipendete sempre da qualcuno per cambiare, per portare ordine dentro di voi. Così stiamo quasi perdendo la nostra libertà di essere responsabili di noi stessi. Ecco perché il comunismo rende irresponsabili. Come la psicanalisi, che vi riduce o rende dipendenti da qualcuno per risolvere i vostri problemi.

Quindi, stiamo dicendo che come esseri umani siamo responsabili del disordine che esiste nel mondo. E questo disordine è creato dal pensiero. Eravamo arrivati a questo punto domenica scorsa. Abbiamo detto che il pensiero ha creato non soltanto la meravigliosa architettura, le stupende cattedrali, i templi e le moschee, ha creato il mondo tecnologico, benefico e distruttivo, la guerra e gli strumenti di guerra.

Il pensiero ha creato, ha prodotto la divisione fra gli esseri umani: nazionalistica, di classe, politica, economica, spirituale, e le divisioni religiose. Se lo esaminate da vicino, vedete che è un fatto. Il pensiero è responsabile di tutto questo. Non soltanto di ciò che sta dentro i templi, le chiese, ma anche di quello che c'è fuori nel mondo. Così se non comprendiamo a fondo la natura del pensiero non c'è possibilità di portare un radicale cambiamento. Giusto? Siamo insieme fin qui? Il pensiero ha creato il mondo tecnologico. Giusto? Il pensiero ha creato anche le immagini: di se stessi, delle varie divisioni nazionali, il pensiero ha creato l'arabo, l'ebreo, l'indù, il musulmano, ecc. ecc. Il pensiero ha creato anche l'architettura meravigliosa le chiese, le cattedrali e le immagini contenute nelle cattedrali, nei templi e nelle moschee. Non ci sono immagini nel mondo islamico ma hanno le scritture, gli scritti che sono pure una forma di immagine.

Ma il pensiero non ha creato la natura: l'albero, il fiume, i cieli, le stelle, quelle belle montagne, gli uccelli. Ma il pensiero li usa, li distrugge, distrugge la terra, inquina l'aria, e così via. Se vogliamo risolvere il problema del conflitto, della lotta, del disordine e della confusione nella mente umana e nella società, dobbiamo entrare nella questione di che cos'è il pensiero. Giusto? Ci stiamo incontrando? Vi prego, possiamo farlo? No, signore, non solo lei, ma tutti noi, insieme.

Stiamo chiedendoci: che cos'è il pensiero, che cos'è pensare? Perché il pensiero ha fatto tutto questo? Perché il pensiero ha creato una meravigliosa medicina ma ha creato anche le guerre e distrugge gli esseri umani? Perché il pensiero ha creato Dio e perché ha fatto l'immagine di Dio? Il pensiero ha costruito l'immagine di Dio. Il pensiero ha anche prodotto un enorme conflitto fra gli esseri umani, fra voi e il vostro amico più intimo, fra voi e la persona più vicina, moglie, marito, ragazzo, ecc. ecc. Vi interessa tutto questo? O siete venuti qui per godere di una fresca mattinata seduti sotto gli alberi? Se siete veramente interessati – non in quello che viene detto ma interessati piuttosto a scoprire. Interessati a scoprire per conto vostro perché il pensiero ha fatto questo, qual è la natura del pensiero. Significa che lo stiamo osservando insieme. Significa che dovete usare la vostra osservazione, che dovete rifletterci attentamente, vivamente, appassionatamente come sta facendo chi vi parla. Non solo sedersi lì ad ascoltare distrattamente e andarsene. Questo non è intrattenimento, è una cosa molto seria.

Stiamo indagando, parlando insieme come due amici. Non si può parlare con così tanta gente, ma siamo come due persone, voi e chi vi parla, che cercano di scoprire perché il pensiero ha fatto questa confusione, questo disordine. Quindi, il pensiero è materia. Il pensiero è la risposta della memoria. Giusto? Se non aveste memoria non potreste pensare, se non aveste ricordi di cose passate, il pensiero non funzionerebbe. Quindi il pensiero è la risposta della memoria. La memoria è il prodotto di varie esperienze, molti avvenimenti, incidenti, che sono stati accumulati come conoscenza – seguite, signori – immagazzinati nel cervello. E questa esperienza e conoscenza sono memoria, e la reazione di questa memoria è il pensiero. Giusto? Non è che lo dico io – lo potete scoprire da voi. Giusto? È chiaro? Possiamo proseguire da qui? Cioè, nel corso di millenni abbiamo acquisito diversi tipi di conoscenza: letteraria, scientifica, personale; esperienze. Queste esperienze sono diventate conoscenza sia scientifica che personale. La conoscenza è conservata nel cervello. Quindi il cervello non è la vostra conoscenza, è la conoscenza umana. Lo so che a noi piace pensare che sia il mio e il vostro cervello.

Questa conoscenza ed esperienza contenute nel cervello come memoria, sarà sempre limitata, perché la conoscenza non è mai completa. Giusto? Non può mai essere completa in nessun campo. Con la conoscenza c'è sempre l'ignoranza. Quindi, il pensiero è sempre limitato, parziale. Non può mai essere completo. Giusto? Non siate d'accordo con me signori, esaminatelo! Il pensiero ha creato questo mondo di confusione perché in se stesso è limitato, giusto? Il pensiero, come abbiamo detto, è materia. Il pensiero può creare soltanto cose materiali. Giusto? Può creare illusioni, può creare idee meravigliose, utopie, bellissimi sistemi, teorie ma quelle teorie, quegli ideali, quei concetti creati dai teologi o dagli storici, sono sempre limitati. Giusto? Quindi le nostre azioni sono sempre limitate e quindi le nostre azioni sono frammentate. Giusto? La nostra azione non può mai essere completa se è basata sul pensiero. Giusto, signori? Se ce ne rendiamo conto, non come un'idea ma come una realtà – capite la differenza? L'idea e il reale. Voi ascoltate questa affermazione, che il pensiero non può mai essere completo, qualsiasi cosa crei sarà incompleta. Ascoltate questa affermazione e istintivamente ne fate un'astrazione e diventa un'idea. Riuscite a seguire? Siamo insieme su questo? Un'astrazione, lontana dal fatto. E allora l'idea diventa importantissima. E poi pensate: « Come faccio a sostenere questa idea? » Quindi c'è ancora divisione fra l'azione e l'idea. Stiamo andando troppo veloci? Dipende da voi.

Allora: osservazione senza astrazione, osservazione senza analisi, osservazione senza alcuna forma di conclusione. Semplicemente osservare la natura del pensare. Cioè, chi è l'osservatore, chi osserva la natura del pensiero? Mi domando se lo vedete. Capite, signori? Sto parlando con qualcuno. Giusto? Posso rivolgermi a qualcuno, signori? Va bene, proviamo a dirlo in questo modo. Siamo molto avidi, egocentrici. Questo è un fatto. L'avidità è diversa da voi? Capite la mia domanda? Voi siete avidità! Ma sfortunatamente abbiamo creato l'illusione di poter agire sull'avidità e di fare qualcosa in proposito. Giusto? Così c'è una divisione fra l'avidità e l'attore che vuole agire sull'avidità. Giusto? Ma è un fatto? Oppure è una modalità che abbiamo sviluppato per sfuggire al fatto? Giusto? Mi domando se capite tutto questo. Cioè, io sono avido, Non so assolutamente come risolvere il problema dell'avidità e così creo il suo opposto, la non-avidità, e lavoro sulla non-avidità che è un non-fatto. State seguendo? Quindi stiamo dicendo che l'osservatore è l'osservato. Giusto? Giusto signori? Quindi non c'è divisione. Signori, guardate, c'è divisione fra l'ebreo e l'arabo, giusto? Una divisione creata dal pensiero, da pregiudizi razziali, da condizionamenti religiosi. Ma essi vivono sulla stessa terra. Eppure si combattono.

Ora, se lo osservate molto bene la mente umana è condizionata: come indù, come musulmana, araba, ebrea, cristiana, non cristiana. Seguite? È stata condizionata. E questo condizionamento dice « Io sono diverso da te ». Giusto? Queste differenze di condizionamento, tramite il pensiero, sono incoraggiate da molti per ragioni politiche e religiose, e noi ci atteniamo a quelle divisioni. Quindi, dove c'è divisione ci deve essere lotta, conflitto. Perciò, quando si realizza che l'avidità non è separata da me – io sono avido, allora avviene un movimento completamente diverso. State seguendo, signori? Ci stiamo incontrando su questo punto? Mio dio! sembra così difficile! È troppo difficile quello che stiamo dicendo? Sì? Osservatelo, signori.

Come affronterete la violenza? Gli esseri umani sono violenti, giusto? E noi abbiamo coltivato l'opposto. Giusto? La nonviolenza: non essere violento, sii gentile, giusto, e tutto il resto. Ma, fondamentalmente, noi siamo violenti, ed è ancora così dopo un milione di anni. Questa violenza è diversa da voi? Ovviamente no, voi siete violenza! Ora, potete osservare questo fatto senza farvi nessuna idea circa il fatto? E allora che cosa avviene? State seguendo? Io sono violento. Come essere umano, sono violento. E ho vissuto con questa violenza per un milione di anni, il mio cervello ha formato il modello di non essere violento e tuttavia c'è violenza. Seguire l'idea di non essere violento è una fuga dal fatto. E, se osservo il fatto, il fatto di essere violento è diverso da me? Dalla mia natura, dal mio modo di guardare? Io sono quello. Giusto? Siamo d'accordo?

Allora, il conflitto che c'era prima finisce, non è così? Mi domando se lo vedete. Il conflitto della divisione fra la violenza e il non essere violento, quello è un conflitto, ma quando mi rendo conto che « Io sono il conflitto », non « Io sono diverso dal conflitto », allora il conflitto cessa. E avviene un'azione completamente diversa.

Quindi, signori, la questione è che il pensiero è il movimento nel tempo. Giusto? Il pensiero è basato sulla memoria, che è il passato, il passato con tutte le sue conclusioni, idee, credi, immagini, dal passato il presente ... il passato incontra il presente e il futuro. Giusto? C'è una costante modifica in atto. Che è il tempo. Giusto? Non c'è solo il tempo cronologico dell'orologio, del giorno e della notte ma c'è anche il tempo psicologico. Giusto? « Io sarò ». Quando dite: « Io sarò » quello è tempo. « Devo diventare qualcosa » – quello è tempo. « Non sono buono ma lo diventerò », quello è tempo. E il tempo è anche pensiero. Giusto? Tempo, come giorno e notte, il tempo per andare a prendere l'autobus, per acquisire conoscenza, per imparare una lingua, il tempo per acquisire ogni conoscenza tecnologica, per agire abilmente, per guadagnare da vivere, tutto questo è tempo, richiede tempo. Psicologicamente, in noi, abbiamo questa idea del tempo. Giusto? « Non sono, ma sarò ». « Sono confuso, andrò da un analista che mi aiuterà ». Tempo. Quindi, psicologicamente abbiamo coltivato questa idea del tempo. Giusto?

Quindi il tempo è un movimento da qui a là. Anche psicologicamente è un movimento da qui a là. Quindi, il pensiero è tempo. Giusto? È importante capirlo perché il nostro cervello è l'essenza del tempo e psicologicamente abbiamo funzionato in questa modalità. « Proverò piacere ». « Ricordo che ero così felice in quella meravigliosa esperienza, e voglio ripeterla ancora ». Questo continuo divenire è il tempo. Ora noi ci chiediamo se sia una cosa reale o una fantasia, un'illusione, psicologicamente. Va bene, signori, siete stanchi? Tutto questo è forse troppo.

Stiamo dicendo che il tempo è necessario per acquisire conoscenze di vario genere. Ma, il tempo è necessario per porre fine a qualcosa, psicologicamente? Seguite? Cioè, psicologicamente, ho paura. La maggior parte degli esseri umani ha paura. E hanno avuto questa paura, psicologicamente, probabilmente fin dall'inizio dei tempi, fin dall'inizio del tempo psicologico. Giusto? E non l'abbiamo risolta. Non abbiamo paura soltanto del dolore fisico, ma anche psicologicamente abbiamo molta paura di essere feriti, di essere confusi, feriti, psicologicamente, perché siamo stati feriti fin dall'infanzia, ecc. Quindi, il nostro cervello funziona nel tempo. E così non ha mai risolto nessun problema. Mi domando se lo capite. Se dico a me stesso, « Supererò la mia paura » in effetti quello che accade è che alla fine avrò ancora paura. Provo a superarla con la volontà, con il controllo, la fuga, ecc. Gli esseri umani non hanno mai risolto il problema della paura. Stiamo dicendo che finché pensiamo secondo schemi di tempo psicologicamente, la paura continuerà. È chiaro?

Così ci chiediamo: si può mettere fine immediatamente a questa cosa chiamata paura? Prendiamo un altro esempio. La paura è un problema complesso che magari vedremo domani, in un altro discorso. Prendiamo per esempio la dipendenza psicologica. Gli esseri umani l'hanno coltivata perché hanno paura di essere soli, hanno paura di essere isolati, vogliono conforto, si sentono sostenuti se dipendono da qualcuno. Perché in se stessi si sentono insufficienti psicologicamente, e quindi si aggrappano a qualcuno, a un'immagine religiosa o personale, e così via, si aggrappano a qualcuno.

Questo è stato lo schema della mente umana, coltivato attraverso il tempo. La conseguenza della dipendenza è paura, ansia, gelosia, odio, antagonismo, e tutto quello che ne segue. E noi abbiamo vissuto secondo questo schema. Giusto? Ora, la questione è di mettergli fine immediatamente. Perché nel momento in cui immettete il tempo, « La smetterò », vi siete allontanati dal fatto. Giusto? Il fatto è che siete dipendenti. Ora, senza introdurre il tempo, – capite – - « Supererò questo problema » – finitelo, immediatamente! Avete infranto lo schema del tempo. State seguendo? State lavorando duramente come sto facendo io per voi? Cioè, signori, osservate come dipendete da qualcuno, psicologicamente. Con tutti i ricordi, le scene, le immagini, e così via – dipendenti. E il nostro cervello si è abituato allo schema del tempo perché è cresciuto con il tempo. Quindi ha allenato la volontà – « Lo farò » – che significa evitare il fatto. Quando si comprende, non intellettualmente o verbalmente ma si vede effettivamente il fatto, di come il cervello lavori nel tempo e quindi non risolve mai, e vedete l'urgenza di non dipendere, è finito! Quando mettete fine a qualcosa, ha inizio una cosa nuova. Giusto?

Stiamo pensando insieme o state solo ascoltando il discorso di uno che parla e dite: « Sì, veramente non capisco di che cosa parla. Parla di questo e quello ». Che significa che non state davvero pensando al problema che è il vostro problema, il problema dell'umanità, il problema di creare una società totalmente diversa.

Quindi, è possibile mettere fine al vostro antagonismo, al vostro odio, alla vostra gelosia, – capite – immediatamente! Così il cervello ha infranto lo schema e può pensare, agire e osservare in modo totalmente diverso. Mi domando se lo capite! Signori, questa è meditazione. Capite? Non tutta quella roba fasulla di cui vi hanno parlato. Meditare, che significa osservare come funziona la vostra mente e non quello che vi hanno detto gli psicologi sul suo funzionamento – Freud e tutti gli altri della cricca, ma osservate da voi perché siete responsabili di voi stessi, per il vostro corpo, per la vostra mente, per i vostri pensieri. Quindi, potete osservare l'intero contenuto della vostra coscienza? Capite? Sto rendendolo troppo difficile, signori? Non so, volete dirmelo? Lo sto rendendo troppo difficile? La vostra coscienza è piena di ciò che il pensiero ha creato. Giusto? Le vostre ansie, i vostri credi, i vostri dèi, i vostri salvatori, i vostri Krishna – seguite? Tutto questo è stato creato dal pensiero. Quindi la vostra coscienza è l'essenza del tempo. Mio dio, lo capite? E noi viviamo, funzioniamo e agiamo in questo. E quindi non c'è mai un cambiamento psicologico radicale. E quindi la società non può mai essere buona. La bontà non è l'opposto della cattiveria. Giusto? Se lo è, non è bontà. L'amore non è l'opposto dell'odio. Giusto? Se lo è, è ancora odio. Giusto?

Allora, signori, – che ora è? 11,30 – 12,30 è meglio fermarsi qui. Continueremo domani, se vorrete tornare.

3° Discorso Pubblico a Ojai - 1980

Giovedi 8 Maggio 1980

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